Cenni Storici

INTRODUZIONE

SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII E L’ISOLA BERGAMASCA

Il Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII è situato in un’area della Provincia di Bergamo denominata «Isola Bergamasca». Tale territorio ha una forma triangolare capovolta, la cui base è rappresentata, a nord, dal Monte Canto, mentre i due lati sono rappresentati dal fiume Brembo ed Adda, con il primo che si fonde nel secondo.
 

«...l'isola, nitidamente scandita tra Adda e Brembo...»

(documento della Serenissima, XVI secolo)

La zona si estende su una superficie prevalentemente pianeggiante di origine alluvionale, anche se a nord sono presenti alcune piccole formazioni collinari.

I comuni compresi sono 21: Ambivere, Bonate Sopra, Bonate Sotto, Bottanuco, Brembate di Sopra, Brembate, Calusco d'Adda, Capriate San Gervasio, Carvico, Chignolo d'Isola, Filago, Madone, Mapello, Medolago, Ponte San Pietro, Presezzo, Solza, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Suisio, Terno d'Isola e Villa d'Adda, per un totale di oltre 102 chilometri quadrati ed una popolazione che supera i 90 mila abitanti (censimento 2001), con un'alta densità abitativa, pari a circa 900 abitanti per chilometro quadrato.

La zona dell'isola ha sempre mantenuto una propria precisa identità, e tutti i paesi che la compongono hanno in genere seguito lo stesso destino politico.

I primi insediamenti stabili si verificarono in epoca romana, quando i conquistatori istituirono una circoscrizione territoriale denominata "Pagus Fortunensis". In quel periodo storico la zona dell'isola fu interessata da notevoli flussi commerciali e militari, vista la presenza di due strade di comunicazione che delimitavano il territorio: quella tra le città di Bergamo e di Milano a sud, ed un'altra che univa il capoluogo orobico a Como a nord.

Con la decadenza dell'impero romano i borghi dell'isola furono soggetti alle incursioni barbariche, che portarono anni di saccheggi e terrore tra la popolazione. Nel VI secolo la situazione politica si stabilizzò grazie all'arrivo dei Longobardi prima, e dei Franchi poi. Questi sfruttarono la crescente importanza di questi territori, dovuta anche alla possibilità di navigare l'Adda risalendo fino al lago di Como, da cui era possibile poi raggiungere il centro Europa. Il fiume inoltre intersecava il passaggio con le sopracitate strade di collegamento tra Bergamo e le città di Milano e Como, garantendo grande vitalità commerciale. In questo periodo storico i territori vennero posti sotto la giurisdizione della chiesa plebana di Terno, considerato il borgo principale dell'isola: in tal senso preziosa è una testimonianza scritta che, risalente al 774, attesta il nuovo ordinamento.

Tuttavia, nel tardo Medioevo, questa posizione geograficamente e commercialmente favorevole si rivelò un elemento profondamente destabilizzante, vista la volontà delle varie signorie di ottenere il predominio sulla zona: numerose battaglie tra guelfi e ghibellini, ed in seguito tra gli eserciti del milanesi e veneziani, misero a dura prova la popolazione, che visse secoli di povertà, tanto che l'isola venne definita "il triangolo della fame".

In tal senso molto chiara è la descrizione in un documento del tempo:

«Qui non vi sono trafichi nè mercantie, le persone sono povere lavoradori da terre et bracenti, quali non raccogliono a pena grani per il loro vivere; et questi non hanno alcun privileggio ma sottoposti a tutte le gravezze et a datii...»
La situazione parve migliorare con l'arrivo della Repubblica di Venezia, che inserì la zona nel distretto denominato Quadra dell'isola con capoluogo Terno, anche se le incursioni degli eserciti di ventura non erano affatto sporadiche. Venne effettuato il primo censimento degli abitanti, che nel XVI secolo arrivavano ad un numero pari a diecimila.
«Si chiama Isola per esser da due bande circondata et divisa dal Brembo e dall'Adda e dai monti, i monti sono dalla parte di tramontana; il Brembo da levante, l'angolo di Brembate di Sotto, et da mezzo di l'Adda da ponente»(Giovanni Da Lezze, capitano della Serenissima, 1596)

Ai veneziani subentrò la Repubblica Cisalpina, subito sostituita però dagli austriaci, che la inserirono nel Regno Lombardo Veneto, considerando Chignolo capoluogo.

Con l'unità d'Italia avvenne un primo ma deciso processo di industrializzazione, che permise un notevole miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti. Un altro censimento, risalente al 1861 (anno che sancì l'inizio del Regno d’Italia), vide la popolazione aumentata fino a raggiungere la considerevole cifra di 26.519.

CENNI STORICI

Le origini del Comune, denominato Sotto il Monte (in latino Sub Mons) per la sua caratteristica posizione ai piedi del Monte Canto, risalgono al IX secolo con i primi insediamenti in località Bercio. Questi territori, posti in una posizione soleggiata sui declivi del monte Canto, vennero infeudati al vescovo di Bergamo, il quale a sua volta li diede in gestione ai monaci benedettini che vi si stanziarono in località Fontanella. Fondato da Alberto da Prezzate, il Priorato di Sant’Egidio caratterizzò profondamente la vita del borgo, a partire dagli edifici come la torre di San Giovanni, posta sulla sommità del monte. Conseguentemente il borgo che si sviluppò ai piedi di esso venne quindi identificato come Sotto il monte dei frati, poi ridotto in Sotto il Monte.

L’antica torre di San Giovanni, sorta nell’anno 964 sulla sommità del colle rappresenta uno degli edifici-monumento più caratteristici e significativi non solo del paese ma dell’intera area delimitata tra i fiumi Adda e Brembo e dal Monte Canto denominata Isola bergamasca.

Sotto il Monte, piccolo paese sconosciuto della terra bergamasca, il 28 ottobre 1958 giunge alla ribalta delle cronache per aver dato i natali ad Angelo Giuseppe Roncalli, eletto quel giorno sulla cattedra di S. Pietro con il nome di Papa Giovanni XXIII.

Tra i gesti più significativi d’affetto e di stima dei cittadini di Sotto il Monte e dell’Italia intera nel confronti di Papa Roncalli spicca la nuova denominazione con comune da “Sotto il Monte” a “Sotto il Monte Giovanni XXIII” concessa dal Presidente della Repubblica Antonio Segni con proprio decreto n. 1996 del 8 novembre 1963.

EDIFICI STORICI

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